Pubblicato da: extrarude su: 9 febbraio, 2010
27 gennaio 2009
Dumézil scrive: “Ne gli dei ne gli altri esseri mitici sono creazioni fantastiche: Quete favole sono mezzi figurativi che permettono di parlare dell’uomo, del mondo e dell’ordine cosmico.”
Pubblicato da: extrarude su: 8 febbraio, 2010
24 gennaio 2009
Cosa c’è di più falso della realtà?
La foto di una scena di guerra può essere vista da più punti, un set fotografico, al contrario, nella sua finzione è reale ed ha un’interpretazione unica, quella dell’artista.
Pubblicato da: extrarude su: 2 febbraio, 2010
20 gennaio 2009
Se nel linguaggio orale/scritto la significazione nasce da una nebulosa di significati (Saussure), questo può valere per il linguaggio del corpo?
Pubblicato da: extrarude su: 8 dicembre, 2009
17 Gennaio 2009
Il clown Bianco è acculturato ma esprime valori naturali.
L’Augusto è stolto ma esprime valori culturali e materiali (denaro).
Pubblicato da: extrarude su: 28 novembre, 2009
16 Gennaio 2009
Perché i ballerini di Krumping si travestono principalmente da giocatore da baseball o da clown?
Rapporto tra cultura e abbigliamento.
Chiedere a qualcuno della Moda.
Clowns europei e Clowns americani, circo e MC Donald.
Pubblicato da: extrarude su: 4 marzo, 2009
La leggenda più conosciuta di quella zona, era quella di Asilea. Una giovane donna vissuta alla corte dei Malatesta che si era messa in testa di far la cantastorie, tirandosi dietro tutte le ire di quella corporazione che, per l’appunto, era da sempre riservata agli uomini. Asilea, sempre accompagnata dal suo piccolo porcellino d’India, si metteva sulle scalinate del Duomo di Urbino, nei giorni di mercato, a giocare con le sue clave e a raccontare buffe storie. Ma Asilea, anche se non dava fastidio a nessuno, era continuamente perseguitata, non solo dalla corporazione dei cantastorie, ma anche dalla popolazione della città. Era odiata perché raccontava storie in cui i protagonisti erano gli abitanti del posto, i quali, sentendosi chiamati in causa, minacciati, o addirittura in balia di qualche maledizioni lanciate dalla stessa Asilea, costringevano la ragazza a rifugiarsi ogni sera nella boscaglia delle Cesane.
continua…
Pubblicato da: extrarude su: 10 febbraio, 2009
Qualche settimana fa mi hanno mandato a riprendere la presentazione di un libro.
Il libro si intitola I dannati del lavoro, quando si è saputo che il suo autore veniva a Pesaro per presentarlo la stampa si è sbizzarrita con le solite polemiche. Oggi stesso gruppi politici di destra hanno fatto sit in di protesta in Piazza del Popolo.
Arrivo con la mia telecamera mezzora prima della presentazione, che si teneva nel centro sociale autogestito Oltrefrontiera, perchè mi avevano avvisato che ci sarebbero potuti essere piccoli scontri e atriti di protesta.
Forse sarà presto mi dico. Io ed il mio amico ci presentiamo all’entrata del centro sociale spiegando che siamo li per le riprese, i ragazzi ci accolgono con un sorriso e ci dicono che non c’è problema. Entrando noto un signore dietro ad un banchetto con dei libri, ma era troppo presto, non poteva essere lui – l’autore del libro – mi son detto. Studio la stanza e trovo una sistemazione per la telecamera, riesco e vedo che tutti parlavano con quel signore, i giornalisti con in mano il taccuino gli facevano domande, i fotografi scattavano foto, mentre lui parlava a voce bassa e cercava di essere il più diplomatico possibile << sono qui per lavorare! >> non diceva altro. Parlava solo di case editrici e di cooperative.
Tutto è pronto. Il signore si sposta nella stanza più grande e dopo una breve introduzione del relatore comincia a parlare. E’ prorpio lui, Renato Curcio, l’ex brigatista.
Di nero vestito, occhiali spessi neri altrettato. Capello bianco e grosso naso rosso. Curcio ha parlato per più di due ore di lavoro e delle sue problematiche in maniera molto intensa ma senza cadere mai in polemica. La sala è piena, probabilmente molti erano lì per il nome più che per il libro, ma Curcio ha precisato più volte che il lavoro è stato di gruppo, suo e della coperativa di cui fa parte.
Un pomeriggio tranquillo, le 2 pattuglie della polizia fuori dal centro sociale non sono servite a nulla.
Pubblicato da: extrarude su: 9 febbraio, 2009
La mia ragazza mi ha appena raccontato di aver fatto uno strano sogno: << Ho sognato che Zapatero fondava un nuovo PD in Spagna! >>. La cosa ancora più strana è che Zapatero, nel sogno della mia ragazza, soffriva di frustrazione verso Veltroni e il suo PD: << Zapatero nel sogno era depresso al tavolo della comunità europea, e guardava con invidia Veltroni lodarsi di essera a capo del più grande partito riformista d’Europa, con il suo 33% di consenso nazionale >>.
!!!