Pubblicato da: extrarude su: 22 Agosto, 2005
Ierisera sono andato in un pub dove mi avevano detto che facevano musica dal vivo.
Il pub non era male, arredamento nuovo ma in stile classico. Gente “rispettabile”, come si sarebbe detto qui a Londra in epoca vittoriana, vestita alla moda con barba curata
La conferma che piu’ tardi ci fosse stato qualcosa e’ arrivata vedendo che stavano montando delle casse in un angolino ricavato dal sottoscala dell’entrata.
Il tempo di una pinta e il gruppo inizia a suonare. I primi tre accordi e riconosco la cover dei Killers. Guardo in faccia il mio amico e gli manifesto il mio stupore, tutto pensavo tranne ad una cover band, nella leggendaria Londra, ma sopratutto di una mediocrita’ imbarazzante.
Dopo I Killers hanno fatto un pezzo dei Placebo, continuano con “It’s my life” di Gwen Stefani fatta minimo un quarto piu’ lenta e con il batterista che suonava lo stesso loup, a cassa dritta, per tutti i pezzi.
Gli elementi del gruppo, poi, erano fantastici, il cantante era un tipo robusto e bassotto in camicia bianca, sembrava un impiegato della Royal Mail. Il bassista era uno smilzo alto e rasato, classico tipo che puoi trovare dietro al balcone di un negozio di elettrodomestici.
La mediocrita’, le cose “grigie” al limite dello squallore, mi hanno sempre affascinato, ed anche qui, nella grande Londra, patria dello stile e dalla musica, ho ritrovato la mia amata mediocrita’.