Pubblicato da: extrarude su: 18 Novembre, 2005

Perchè si ha una strana sensazione guardando la foto di una tv accesa?
Si percepisce una discordanza, un fastidio, una imperfezine, un senso di fuga del testo dalla cornice.
Una certa discordanza tecnica c’è, la tv viaggia su frequenze differenti da quelle di una macchina fotografica o telecamera. Da qui il senso di sfasamento dell’immagine.
Poi per il resto sta a noi giocare con le nostre doti percettive.
Il flusso di movimenti, di pulsioni, di “eccitazioni” che si sovrappongono nel video non possono resistere alla staticità della fotografia. Immortalandoli si annullerebbe il loro valore subliminale.
In quanti film avrete visto la scena dei giocattoli che si animano quando sono lasciati soli nella cameretta? (Toy Story) Al buio, lentamente, i giocattoli si rianimano e interagiscono, vivendo nel loro microcosmo (la cameretta) dove ogni personaggio ha il suo ruolo. Ma quando il bambino rietra in camera e riaccende la luce tutti si bloccano, si devitalizzano. Non hanno più una loro coscienza, l’unico che gli può dare significato è il bambino durante il gioco.
Quando noi fotografiamo la tv siamo come quel bambino che accende la luce nella sua cameretta. Devitalizziamo tutti i significati.
Studi sociologici affermano che la cultura è una cosa morta, inorganica e solo entrando dentro la testa delle persone può assumere un significato, una vita.
In tv succede la stessa cosa, un serie di elementi insignificanti, statici, quindi morti, vengono mescolati ad un flusso vitale che viene prodotto dal movimento delle immagini televisive.
Impulsi luminosi, musica, parole e icone si dileguano al click della macchina fotografica.
L’orsacchiotto, il soldatino e la bambola muoiono ad ogni click dell’interruttore.
foto: extrablog