Pubblicato da: extrarude su: 9 Gennaio, 2006
Se la mia vacanza in Spagna dovesse diventare la sceneggiatura di un cortometraggio, la scena iniziale si aprirebbe con l’inquadratura della porta di un qulcosa che assomiglia ad una panetteria abusiva nel bel mezzo del centro storico di Santiago de Compostela (Spagna).
Sono le 6 del mattino, Gigi che è pratico del posto ci rassicura invitandoci ad entrare. Apriamo la porta entrando in fila, io per ultimo, c’è della musica, guardo l’arredamento che potrebbe assomigliare a quello di un caccia&pesca, Gigi Kara e Zazza spostandosi liberano la mia soggettiva e mi trovo di fronte ad un mezzobusto di omino, barbuto e dagli occhi gonfi seduto dietro ad un bancone. L’omino si tiene aggrappato con tutte e due le mani ad un piccolo stereo che suona musica colombiana, ci spiegherà poi, mentre una sorridente signora di mezz’età ci prepara i bocadillos (panini).
Si sente un vero dj, un lunghissimo piano sequenza gli gira attorno mentre muove a tempo la testa ,seduto dietro il suo mangiacassette dal tasto play rovinato che funge da console, noi balliamo con lui, facendo finta di sapere i testi delle canzoni che parlano della vita dei narcos colombiani, bamba, marijuana, soldi e libertà.
Teresa ci ha fatto dei bocadillos buonissimi e prima di salutarci ci dice che la notte di capodanno sarà aperta dalle due con la sangria e a seguire panini e musica colombiana per tutti. Sono già entrati altri clienti, noi usciamo muovendoci ancora a tempo di musica, la porta si chiude, l’immagine sfuma in nero mentre la musichina spensierata continua ancora per qualche secondo. Titoli di coda.