Pubblicato da: extrarude su: 21 Novembre, 2006
(LEGGI LA PRIMA PARTE)
Lucìa rideva ora d’un riso più puerile di quello che le concedevo io e giocava ad accavallare le gambe e a sedurre quell’uomo che la guardava completamente rapito. Non c’era niente da dire: quell’Altro l’aveva creato proprio bene quell’uomo, con gli attributi, i gesti, gli sguardi giusti. Ne provai una certa [...]
Pubblicato da: extrarude su: 20 Novembre, 2006
Ad Andrea
che un giorno mi scrisse.
Quando mi guardava in quel modo sapevo che cosa voleva dire. Dopo essersi passata un filo di matita negli occhi, s’inumidiva più volte le labbra con la punta della lingua (ed il rosso come ne risplendeva!), poi si fermava, immobile, davanti allo specchio e guardava fissa la propria immagine riflessa [...]
Pubblicato da: extrarude su: 25 Settembre, 2006
(leggi prima parte)
Il viso di Bel era completamente disteso. Non v’era più traccia di sonnolenza, ma chiuse gli occhi, un istante, per immaginare l’espressione del padre nel trovare, al mattino, il suo letto vuoto, con sopra quel laconico biglietto: “Me ne sono andata per un po’. Tornerò”.
Margot guidava ora più lentamente, lontana dalla frenesia del [...]
Pubblicato da: extrarude su: 20 Settembre, 2006
A Bel, mia attrice,
da Del, tua scrittrice.
Con attenzione Margot e Bel cercavano di caricare il quadro in macchina. Le enormi dimensioni ed il notevole peso del dipinto richiesero una serie di lunghe manovre. Bel sbuffava ed era sul punto di rinunciare quando Margot, risoluta, decise di smontare la capote della sua vecchia Renault bordeaux. In [...]
Pubblicato da: extrarude su: 7 Settembre, 2006
(leggi prima parte)
A cosa possono servire 10 minuti? 10 minuti possono servire per abbassare la cornetta, correre in camera, prendere il cappotto dall’armadio, indossarlo, cercare gli stivali sotto al letto, trovarli e infilarseli, andare davanti allo specchio, passarsi sulle labbra il rossetto preferito dal proprio ragazzo (dopo averlo cercato tra mille), attraversare il corridoio, [...]
Pubblicato da: extrarude su: 3 Settembre, 2006
Al tempo,
che sia un ventaglio in grado d’offrirci
i minuti, le ore, i giorni, gli anni.
Alla lavanderia “Merveille”, nel centro di Bruxelles, le lavatrici impiegano 30 minuti per lavare e 12 per asciugare. Una fila di sedie blu percorre la lunga parete davanti agli oblò. Le luci al neon colpiscono con violenza le superfici bianche delle [...]